PAPA LEONE NELLE PARROCCHIE DI ROMA
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GIUBILEO 2025
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ANGELUS 4.0
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15-03-2026
APRIAMO GLI OCCHI SULLE OSCURITA' DEL MONDO
All'Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV rimarca che la fede non è un atto cieco, un abdicare alla ragione, che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo ma al contrario ci aiuta a guardare con gli occhi di Gesù.
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08-03-2026
DIO CERCA UOMINI E DONNE DI PACE
Nel giorno della Festa della Donna Papa Leone invita all'impegno per pari opportunità e dignità. Il timore per l'allargarsi del conflitto nella zona del Golfo. Forte appello per la pace e il dialogo
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01-03-2026
FERMARE LA SPIRALE DELLA VIOLENZA
L'accorato appello per fermare la spirale di violenza in Medio Oriente e la supplica per incoraggiare la via del dialogo. Prima della benedizione Papa Leone XIV spiega il significato della Trasfigurazione nel Vangelo sottolineando che il volto di Dio è amore.
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22-02-2026
LA PENITENZA CI AVVICINA A DIO
All'Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV esorta a non lasciarci affascinare dalle tentazioni: "Ricchezza, fama e potere sono solo surrogati della gioia vera che risiede nella cooperazione col Signore."
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15-02-2026
L'AMORE E' LA VERA GIUSTIZIA
All'Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV ci indica una "giustizia superiore" che non si limita ad osservare i comandamenti, ma che è quella che apre all'amore. Nel "discorso della montagna" del Vangelo odierno, Gesù dice infatti di non essere venuto ad abolire la Legge, "ma a dare il suo pieno compimento".
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6 NOVEMBRE
san leonardo di noblac

NOVEMBRE VI
Leonardo di Noblac, conosciuto anche come san Leonardo eremitata ( castello di Vandome, Corroi, 496- Noblac, 6 novembre 545) è stato un abate francese, che visse da eremita gran parte della vita; è considerato santo da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi. Le sue reliquie sono custodite nella Chiesa di Noblac. Spesso raffigurato con delle catene, nel Medioevo fu uno dei santi più venerati in Europa. Santo Patrono dei carcerati ingiustamente.
Leonardo nacque in Gallia da una famiglia di nobili franchi nel castello di Vandôme, nel villaggio di Corroi presso Orleans all'epoca dell'imperatore Anastasio I. Si narra che, da giovanotto, rifiutò di dedicarsi alla carriera cavalleresca per seguire gli insegnamenti dell'allora arcivescovo di Reims, Remigio, che lo aveva tenuto a battesimo.
Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, gli diede il privilegio di liberare i prigionieri che avesse incontrato e ritenuto innocenti ed egli sfruttò questa opportunità liberando un gran numero di persone ridotte in condizioni miserevoli e prive di libertà. Leonardo avrebbe rifiutato l'offerta della sede vescovile che gli sarebbe spettata, preferendo ritirarsi in un monastero con queste parole:
Principe, date la mitra pontificale a coloro che la desiderano. Io mi accontento di lodare il Signore conducendo una vita da eremita.
Abbandonata la corte insieme al fratello Lifardo, si ritirò per qualche tempo presso il monastero di Micy, dove avrebbe compiuto il suo primo miracolo, trasformando l'acqua in vino. Intorno al 520, si diresse a sud dove decise di fondare il suo eremo nella foresta di Pauvain. Ebbe tanti seguaci e la fama della sua santità arrivò fino al re che ne richiese l'intervento quando la regina Clotilde, transitando in quella zona, fu sorpresa dalle doglie del parto. L'intervento di Leonardo lenì i dolori della regina che poté dare alla luce il suo bambino. Clodoveo per riconoscenza gli concesse la parte di bosco che sarebbe riuscito a percorrere in un giorno a dorso d'asino. Qui Leonardo edificò un oratorio intitolato a Nostra Signora di sotto gli alberi ed eresse un altare in onore di san Remigio. Secondo la leggenda devozionale, fece, quindi, un buco in terra che si riempì miracolosamente d'acqua dando origine ad un pozzo che venne chiamato nobiliacum, in ricordo della donazione regale. Dal nobiliacum prese il nome anche la cittadina che si andò formando attorno al monastero e che inizialmente prese il nome di Noblac, quindi Noblat e oggi è chiamata Saint Leonard de Noblat in onore del fondatore.
La tradizione vuole che il santo sia morto la sera del 6 novembre intorno alla metà del VI secolo.
L'Oratorio con le spoglie di Leonardo divenne ben presto una famosa meta di pellegrinaggio di fedeli, tanto che, probabilmente lo stesso Pipino il Breve vi si recò in pellegrinaggio, dopo la vittoria nell'assedio di Limoges. Con l'aumentare del numero dei pellegrini, si decise di erigere una chiesa più grande e le reliquie del santo furono perciò traslate nella nuova chiesa.
Un grande contributo al suo culto lo dette anche il pellegrinaggio del 1106 di Boemondo d’Antiochia, imprigionato dagli infedeli e poi liberato tre anni più tardi, per merito, a suo dire, dell'intervento di san Leonardo da lui invocato. Anche il re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone si sarebbe recato a ringraziare il santo nel 1197, a seguito della sua liberazione dalle prigioni dell'imperatore di Germania.
Nel 1094, nel corso di una epidemia detta "male degli ardenti", le reliquie del santo furono portate in processione e, secondo la leggenda, l'epidemia cessò.
Noblac divenne anche una delle tappe del cammino verso Santiago di Compostela.
Nel Martirologio si celebrano:
S. Felice
A Thinisa in Numidia, ricordo di S. Felice, martire, di cui sembra che S. Agostino abbia parlato al popolo dicendo: “Davvero felice, di nome e per la riuscita. Testimoniò Cristo, per quanto squassato dai tormenti; il giorno successivo, il suo corpo venne rinvenuto esanime nel carcere”.
S. Paolo di Costantinopoli
Ricordo di S. Paolo, vescovo di Costantinopoli e martire, che, espulso di frequente dagli ariani a motivo della sua difesa della fede nicena e più volte reintegrato nella sua sede, venne infine rinchiuso dall’imperatore Costanzo a Cucusum, cittadella in Cappadocia, dove cadde vittima - come si narra - dell’insidia degli ariani e venne da questi strangolato.
SS. Callinico e compagni
A Gerusalemme, ricordo dei SS. Callinico, Imerio, Teodoro, Stefano, Pietro, Paolo, un altro Teodoro, Giovanni, un altro Giovanni e qualcuno dal nome sconosciuto, martiri, che, soldati a Gaza invasa dai Saraceni, catturati dai nemici, ma confortati dalle esortazioni del Santo vescovo Sempronio, testimoniarono impavidi Cristo: per questo ricevettero il martirio per decapitazione.
S. Severo
A Barcellona in Spagna, ricordo di S. Severo, vescovo, che si narra aver ricevuto la corona del martirio.
