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SANTO NATALE: IL VOLTO DI GESU’ NEI BAMBINI CHE SOFFRONO.

Papa Francesco prega per la pace e per i bambini di ogni razza e religione ricordando la nascita di Gesù in una grotta, annunciato dagli angeli e adorato dagli umili pastori.

25-12-2017 17:08

SANTO NATALE: IL VOLTO DI GESU’  NEI BAMBINI CHE SOFFRONO.

Una preghiera per tutti i bambini del mondo ed in particolare per quelli minacciati dalle guerre, senza distinzioni tra popoli, razze e religioni.  E’ questo il senso profondo del messaggio di Papa Francesco nel giorno di Natale, prima della tradizionale benedizione Urbi et Orbi dal balcone centrale della Basilica di San Pietro, cuore pulsante della Chiesa cattolica.

 <<Oggi - ha scandito dalla Loggia delle Benedizioni davanti alle migliaia di fedeli radunati nella piazza -  mentre sul mondo soffiano venti di guerra e un modello di sviluppo ormai superato continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale, il Natale ci richiama al segno del Bambino, e a riconoscerlo nei volti dei bambini, specialmente di quelli per i quali, come per Gesu', non c'e' posto nell'alloggio>>

Bergoglio ha richiamato l’attenzione mondiale sulla crisi in Medio-Oriente, pregando per i bambini  che continuano a soffrire per l'acuirsi delle tensioni tra Israeliani e Palestinesi in Terrasanta.

<< In questo giorno di festa - ha detto - invochiamo dal Signore la pace per Gerusalemme e per tutta la Terra Santa; preghiamo perche' tra le parti prevalga la volonta' di riprendere il dialogo e si possa finalmente giungere a una soluzione negoziata che consenta la pacifica coesistenza di due Stati all'interno di confini concordati tra loro e internazionalmente riconosciuti. Il Signore sostenga anche lo sforzo di quanti nella Comunita' internazionale sono animati dalla buona volonta' di aiutare quella martoriata terra a trovare, nonostante i gravi ostacoli, la concordia, la giustizia e la sicurezza che da lungo tempo attende>>.  

Papa Francesco, durante il discorso in mondo-visione, ha esortato i potenti e risvegliato il cuore dell’umanità intera volgendo lo sguardo al bambinello di Betlemme, per ricordare che vediamo Gesù nel volto di tutti bambini:

<<Vediamo Gesù nei volti dei bambini siriani, ancora segnati dalla guerra che ha insanguinato il Paese in questi anni. Possa l'amata Siria ritrovare finalmente il rispetto della dignita' di ogni persona, attraverso un comune impegno a ricostruire il tessuto sociale indipendentemente dall'appartenenza etnica e religiosa. Vediamo Gesu' nei bambini dell'Iraq, ancora ferito e diviso dalle ostilita' che lo hanno interessato negli ultimi quindici anni, e nei bambini dello Yemen, dove e' in corso un conflitto in gran parte dimenticato, con profonde implicazioni umanitarie sulla popolazione che subisce la fame e il diffondersi di malattie".  "Vediamo Gesu' - ha continuato passando in rassegna le aree di crisi di questo nostro mondo martoriato - nei bambini dell'Africa, soprattutto in quelli che soffrono in Sud Sudan, in Somalia, in Burundi, nella Repubblica Democratica del Congo, nella Repubblica Centroafricana e in Nigeria. Vediamo Gesu' nei bambini di tutto il mondo dove la pace e la sicurezza sono minacciate dal pericolo di tensioni e nuovi conflitti>>.

Il Pontefice si è soffermato sui venti di guerra che minacciano la pace mondiale, come quelli della penisola coreana dove, spera, che  si possano superare le contrapposizioni e accrescere la fiducia reciproca nell'interesse del mondo intero. Ha pregato, inoltre, per la crisi in Venezuela ed in Ucraina.

 <<Vediamo Gesu' - ha aggiunto riferendosi alle problematiche sociali dei paesi più industrializzati come quelli europei, dove si vivono casi di nuovi modelli di povertà, o a quelli più poveri come in Africa-  nei bambini i cui genitori non hanno un lavoro e faticano a offrire ai figli un avvenire sicuro e sereno. E in quelli a cui e' stata rubata l'infanzia, obbligati a lavorare fin da piccoli o arruolati come soldati da mercenari senza scrupoli… Vediamo Gesu' nei molti bambini costretti a lasciare i propri Paesi, a viaggiare da soli in condizioni disumane, facile preda dei trafficanti di esseri umani. Attraverso i loro occhi vediamo il dramma di tanti migranti forzati che mettono a rischio perfino la vita per affrontare viaggi estenuanti che talvolta finiscono in tragedia>>.

Si è rivolto anche alle situazioni che ha riscontrato nel corso del suo ultimo viaggio in Myanmar e Bangladesh, ribadendo il suo auspicio affinchè  " la Comunita' internazionale non cessi di adoperarsi perche' la dignita' delle minoranze presenti nella Regione sia adeguatamente tutelata.

Nel concludere a stigmatizzato come “  Gesu' conosce bene il dolore di non essere accolto e la fatica di non avere un luogo dove poter poggiare il capo" , ricordando il racconto della Natività e della nascita del Messia. 

<<Il nostro cuore - ha raccomandato Francesco - non sia chiuso come lo furono le case di Betlemme. Cari fratelli e sorelle, anche a noi e' indicato il segno del Natale: 'un bambino avvolto in fasce'. Come la Vergine Maria e san Giuseppe, come i pastori di Betlemme, accogliamo nel Bambino Gesu' l'amore di Dio fatto uomo per noi, e impegniamoci, con la sua grazia, a rendere il nostro mondo piu' umano, piu' degno dei bambini di oggi e di domani".     E dopo la benedizione Urbi et Orbi, ancora un augurio di Buon Natale. "A voi, cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, e a quanti da diversi Paesi siete collegati attraverso la radio, la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, rivolgo - ha concluso il Papa -  il mio cordiale augurio. La nascita di Cristo Salvatore rinnovi i cuori, susciti il desiderio di costruire un futuro piu' fraterno e solidale, porti a tutti gioia e speranza. Buon Natale!".
( servizio di: Stefano Girotti )

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