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Papa Francesco in Urbi et Orbi: Siamo tutti fratelli

Davanti a 50.000 fedeli accorsi in Piazza San Pietro per la benedizione nel giorno del Santo Natale, Bergoglio ribadisce che le differenze razziali non sono un danno o un pericolo ma sono una ricchezza

25-12-2018 17:38

Papa Francesco in Urbi et Orbi: Siamo tutti fratelli

Città del Vaticano, 25 dic 2018- Dio è Padre buono e noi siamo tutti fratelli. E’ questo il cuore del messaggio che il Papa ha consegnato ai fedeli dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, a loro e a tutto il mondo, nella benedizione di Natale, Urbi et Orbi. Grazie al rapporto filiale con Dio possiamo provare a dare carne a questa parola, “fratelli”: “senza la fraternità che Gesù Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz’anima”, ha detto il Papa. Con Cristo però possiamo comprendere che “le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!” La fratellanza deve tradursi in gesti concreti per alleviare le sofferenze dei fratelli in Difficoltà. E qui il Papa è partito per un viaggio intorno alla terra, soffermandosi sulle situazioni più critiche e dolorose: Israele e Palestina, Siria, Yemen, Africa, Corea, Venezuela, Ucraina e Nicaragua. Ma non solo: “Desidero ricordare – ha aggiunto il Santo Padre - i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libertà e la loro identità, e che soffrono per la fame e la mancanza di servizi educativi e sanitari”. E poi ha concluso ricordando in particolare “i nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata. Il Signore doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa. Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall’unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!”.
( Servizio di: Costanza Miriano)

Nel TG1 servizio di Ignazio Ingrao


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