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PAPA: MATRIOMINO E' AMORE E FEDELTA'

Il Santo Padre spiega i valori del matrimonio che stanno alla base della famiglia cristiana ma offre la via del perdono a chi è caduto nel peccato.

07-10-2018 23:25

PAPA: MATRIOMINO E' AMORE E FEDELTA'

Davanti a 25.000 fedeli accorsi in Piazza San Pietro, il Santo Padre spiega i valori del matrimonio che stanno alla base della famiglia cristiana ma offre la via del perdono a chi è caduto nel peccato.

"Nel progetto originario   del Creatore, non c'è l'uomo che sposa una donna e, se le cose non   vanno, la ripudia. No. Ci sono invece l'uomo e la donna chiamati a   riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio". E'  il monito rivolto da Papa Francesco che, all'Angelus in Piazza San   Pietro, commenta il Vangelo che "offre la parola di Gesù sul   matrimonio". "Questo insegnamento di Gesù è molto chiaro e difende la   dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà.   Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio - spiega   Francesco - è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia   di Cristo. Se invece prevale nei coniugi l'interesse individuale, la   propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere".

Il Papa, però, aggiunge che il Vangelo ci offre anche soluzioni per superare i momenti di crisi coniugale poiché Gesù non ammette il ripudio. “Lo fa per confermare il disegno di Dio, in cui spiccano la forza e la   bellezza della relazione umana. La Chiesa, madre e maestra che  condivide le gioie e le fatiche delle persone, da una parte non si   stanca di confermare la bellezza della famiglia come ci è stata   consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione; nello stesso tempo -   assicura Francesco - si sforza di far sentire concretamente la sua   vicinanza materna a quanti vivono l'esperienza di relazioni infrante o  portate avanti in maniera sofferta e faticosa".    Proseguendo precisa come la stessa Chiesa possa offrire soluzioni a chi ha commesso errori e peccati, perchè  "Il modo di agire di Dio stesso con il suo popolo infedele, cioè con   noi, ci insegna che l'amore ferito può essere sanato da Dio attraverso  la misericordia e il perdono. Perciò alla Chiesa, in queste   situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario - ribadisce - di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di carità e di   misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti".

IL PAPA SALUTA I FEDELI A POMPEI

 "Oggi, festa della Madonna   del Rosario, rivolgo uno speciale saluto ai fedeli radunati presso il   Santuario di Pompei per la tradizionale Supplica, presieduta in questa  occasione dal Cardinale Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria.   Rinnovo l'invito a pregare il Rosario- sottolinea Bergoglio- ogni giorno del mese di ottobre,  concludendolo con l'antifona 'Sotto la tua protezione' e la preghiera   a San Michele Arcangelo, per respingere gli attacchi del diavolo che   vuole dividere la Chiesa".

(Servizio di Stefano Girotti)

Testo integrale

<< Cari fratelli e sorelle, il Vangelo di questa domenica (cfr Mc 10,2-16) ci offre la parola di Gesù sul matrimonio. Il racconto si apre con la provocazione dei farisei che chiedono a Gesù se sia lecito a un marito ripudiare la propria moglie, così come prevedeva la legge di Mosè (cfr vv. 2-4). Gesù anzitutto, con la sapienza e l’autorità che gli vengono dal Padre, ridimensiona la prescrizione mosaica dicendo: «Per la durezza del vostro cuore egli – cioè l’antico legislatore – scrisse per voi questa norma» (v. 5). Si tratta cioè di una concessione che serve a tamponare le falle prodotte dal nostro egoismo, ma non corrisponde all’intenzione originaria del Creatore.

E qui Gesù riprende il Libro della Genesi: «Dall’inizio della creazione (Dio) li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola» (vv. 6-7). E conclude: «Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (v. 9). Nel progetto originario del Creatore, non c’è l’uomo che sposa una donna e, se le cose non vanno, la ripudia. No. Ci sono invece l’uomo e la donna chiamati a riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio.

Questo insegnamento di Gesù è molto chiaro e difende la dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà. Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo. Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere.

Ed è la stessa pagina evangelica a ricordarci, con grande realismo, che l’uomo e la donna, chiamati a vivere l’esperienza della relazione e dell’amore, possono dolorosamente porre gesti che la mettono in crisi. Gesù non ammette tutto ciò che può portare al naufragio della relazione. Lo fa per confermare il disegno di Dio, in cui spiccano la forza e la bellezza della relazione umana. La Chiesa, da una parte non si stanca di confermare la bellezza della famiglia come ci è stata consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione; nello stesso tempo, si sforza di far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa.

Il modo di agire di Dio stesso con il suo popolo infedele – cioè con noi – ci insegna che l’amore ferito può essere sanato da Dio attraverso la misericordia e il perdono. Perciò alla Chiesa, in queste situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario, di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di amore, di carità e di misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti.

Invochiamo la Vergine Maria, perché aiuti i coniugi a vivere e rinnovare sempre la loro unione a partire dal dono originario di Dio>>.

 

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