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GRANDE ATTESA PER L'ARRIVO DEL PAPA NELLE TERRE DI MUHAMMAD

Papa Francesco parteciperà al convegno sulla Fraternità Umana nelle terre sacre all'Islam. Su invito del Governo degli Emirati Arabi Uniti incontrerà nuovamente Ahmad Al-Tayyib, grande imam di Al-Azhar, ed il presidente del Muslim Council: si parlerà di reciproco rispetto e coesistenza pacifica tra le religioni.

31-01-2019 20:58

GRANDE ATTESA PER L'ARRIVO DEL PAPA  NELLE TERRE DI MUHAMMAD

( Servizio di: Stefano Girotti)

Sogni e speranze per un mondo migliore accompagnano l’attesa per lo storico viaggio apostolico nella penisola arabica, precisamente ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti dove il Santo Padre si recherà dal 3 al 5 febbraio.  Dopo le celebrazioni in memoria del centenario della nascita di Zayed bin Sultan Al Nahyan, fondatore e primo presidente degli Emirati dal 1971 all’anno della sua morte nel 2004, proseguono le manifestazioni nell’Anno della Tolleranza. Un progetto che il padre ha lasciato in eredità ai figli, il presidente Khalifa bin Zayed Al Nahyan, ed il fratello Mohammed bin Zayed, principe ereditario e ministro della difesa, ricevuto dal pontefice in Vaticano nel settembre dello scorso anno.

La costruzione del ponte ideale tra le grandi religioni monoteiste continua con l’instancabile impegno di Jorge Mario Bergoglio e degli interlocutori operativi del pontificio consiglio, sostenuti anche dagli esponenti dell’altra sponda del Mediterraneo che si prodigano per costruire il modello di una società multiculturale e aperta senza prevenzioni e steccati ideologici. Messaggi incoraggianti provengono da tutto il mondo. Il Capo del Governo ed emiro di Dubai, Mohamed Bin Rashid Al Maktum, ha espresso un grande “welcome” per il viaggio di Sua Santità, in quelle terre degli antichi beduini che oggi rappresentano un nuovo modello di sviluppo economico e d’integrazione  sociale, con l’80% di abitanti provenienti da altre nazioni e quasi un milione di battezzati.

I preparativi proseguono alacremente da lungo tempo, in un crescendo che coinvolge anche le comunità cristiane locali. Il Vicario Apostolico dell’Arabia Meridionale, Paul Hinder, descrive l’entusiasmo di coloro che attendono parole d’incoraggiamento e il desiderio di veder pienamente riconosciuta la loro presenza. Molti nel mondo non sanno nemmeno della loro esistenza.   

Il ministro Ahmed Al Jaber, chairman of  UAE National Media Council, ha inviato una lettera che sintetizza l’importanza dell’evento che vedrà, per la prima volta nella storia dell'umanità, il Papa celebrare la Messa nelle terre del Golfo Arabico; quella parte del mondo in cui si trova La Mecca, città dove nacque il Profeta Maometto, nel 570.

 

 

Lettera di H.E. Dr. Sultan Ahmed Al Jaber

La prima visita Papale al Golfo Arabico, conferma l’antica tradizione di tolleranza, coesistenza ed integrazione che caratterizza gli Emirati Arabi Uniti. 

 Quando Sua Santità Papa Francesco arriverà ad Abu Dhabi, la prossima settimana, sarà la prima visita Papale in assoluto al Golfo Arabico. Oltre a rappresentare una pietra miliare di per sé, questo evento assume anche un particolare significato e diventa una valida ed importante testimonianza della lunga tradizione di accettazione e condivisione dei valori di coesistenza, inclusione, tolleranza e umanità profondamente radicati negli Emirati Arabi Uniti. Fin dalla loro fondazione gli Emirati Arabi Uniti hanno preservato e difeso la libertà ed il diritto di professare ogni tipo di credenza, fede, confessione. La nostra costituzione protegge la libertà di espressione spirituale e proibisce esplicitamente ogni forma di discriminazione basata sulla religione o sulla razza.

 

Papa Francesco troverà un Paese dove più di un milione di persone praticano la propria religione senza impedimenti di alcun genere e fianco a fianco ad una popolazione per la maggioranza musulmana. Negli Emirati Arabi Uniti più di quaranta Chiese offrono ospitalità a credenti che pregano accanto a Moschee ed a Templi Indù, Sikh a Buddisti. L’accettazione da parte degli Emirati Arabi Uniti di tutte le religioni è una caratteristica dell’impegno dei nostri governanti a favorire e promuovere una società aperta, che offra ospitalità e dia il benvenuto a una popolazione composta da più di duecento diverse nazionalità ed etnie, permettendo loro di lavorare e prosperare nei nostri confini. Questo atteggiamento generoso nei confronti del prossimo è nell’anima, un dogma dei nostri valori, una caratteristica chiave della nostra cultura ed un pilastro fondamentale della visione del nostro padre fondatore lo Sciecco Zayed bin Sultan al Nayan. Egli ha intuito che il suo Paese e altre regioni, avrebbero potuto trarre vantaggio e beneficio dalla costruzione di ponti permettendo la realizzazione di legami spirituali e connessioni culturali con la comunità internazionale. Questa filosofia ha sostenuto una politica estera che cerca “partnerships” basate sul mutuo rispetto, promuovendo così la prosperità in tutto il mondo, ed una politica interna che considera in modo paritario ogni cultura.  

Secondo questa inclinazione, quando i resti di un monastero Cristiano del diciassettesimo secolo furono scoperti nell’isola Sir Bani Yas nel 1992, lo Sceicco Zayed insistette affinché fossero preservati sia come reliquie storiche di una condivisa tradizione spirituale sia ai nostri tempi quale potente simbolo di coesistenza inter-culturale.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno stabilito relazioni diplomatiche con il Vaticano sin dal 2007 e da allora le relazioni con la Chiesa Cattolica si sono vieppiù rafforzate. Ne è seguita una visita ad alto livello in Vaticano nel 2016 dello Sceicco Mohamed bin Zayed al Nahyan, Principe Ereditario di  Abu Dhabi e Vice Comandante Generale delle Forze Armate degli Emirati Arabi Uniti. Infine l’anno scorso lo Sceicco Abdullah bin Zayed, Ministro per gli Affari Internazionali e la Cooperazione, consegnò a mano a Papa Francesco l’invito a realizzare questa storica visita agli Emirati Arabi Uniti.  

Nel corso di questa visita che comprenderà la celebrazione di una messa pubblica, il Papa incontrerà lo Sceicco Ahmad Al Tayyeb, il Grande Imam di Al Azhar, ed il Capo del “Muslim Council of Elders”. Riunendo leader spirituali della fede Sunnita e della fede Cattolica, questo incontro vuole mostrare un’ impegno condiviso per la promozione dei principi di rispetto reciproco e di coesistenza pacifica. 

Avendo luogo “nell’anno della tolleranza”, la visita Papale aiuta a definire cosa si intenda con questo termine. La visita rafforza la propensione etica degli Emirati Arabi Uniti verso l’inclusione e ci ricorda che la tolleranza non è uno stato passivo, ma richiede una azione costante e persistente.

E’ lo stesso principio che ci porta ad auspicare una società più giusta, dove l’equilibrio fra le nostre istituzioni possa essere realizzato e reso prioritario. 

E’ in questo contesto che dobbiamo collocare gli eventi storici della prossima settimana. Ricevendo Papa Francesco stiamo mandando un messaggio a tutte le minoranze che vivono in mezzo a noi, senza distinzioni di credenze o cultura, in modo che non solo si sentano liberamente accettate ma anche accolte come partecipanti stimati per il loro contributo positivo agli Emirati Arabi Uniti. 

Gli Emirati Arabi Uniti si sentono rafforzati dalla diversità delle comunità che hanno scelto questo nostro Paese come la loro dimora. Nell’abbracciare questa diversità, gli Emirati Arabi Uniti continueranno a prosperare e ad estendere lo loro influenza positiva nella regione e oltre, incoraggiando così una pacifica coesistenza a livello globale.

The Author is UAE Minister of State, H.E. Dr. Sultan Ahmed Al Jaber

 

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