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Papa: Preghiamo insieme per l'Africa

Francesco prega per la pace ricordando la suora uccisa in Somalia, Leonella Sgorbati, che è stata beatificata a Piacenza.

27-05-2018 20:11

Papa: Preghiamo insieme per l'Africa

Città del Vaticano; 27 maggio 2018. Un’Ave Maria recitata con i fedeli per «Nostra Signora dell’Africa» per la pace nel continente, ricordando la Missionaria della Consolata, uccisa «in odio alla fede» a Mogadiscio, in Somalia, nel 2006. Suor Leonella Sgorbati è stata beatificata ieri a Piacenza e papa Francesco l’ha citata nell’Angelus domenicale in piazza San Pietro: «La sua vita spesa per il Vangelo e al servizio dei poveri, come il suo martirio, rappresentano un pegno di speranza per l’Africa e il mondo intero. Preghiamo insieme per l’Africa, perché ci sia la pace lì».

Parlando della solennità della Santissima Trinità, che si celebra oggi, Bergoglio ha precisato : «Questa festa ci fa contemplare il mistero di un Dio che incessantemente crea, redime e santifica, sempre con amore e per amore, e ad ogni creatura che lo accoglie dona di riflettere un raggio della sua bellezza, bontà e verità. Egli da sempre ha scelto di camminare con l’umanità e forma un popolo che sia benedizione per tutte le nazioni e per ogni persona, nessuna esclusa. Dio si prende cura di ciascuno di noi, uno per uno» L’Amore che ha creato l’universo e ha generato un popolo, si è fatto carne, è morto e risorto per noi, e come Spirito Santo tutto trasforma e porta a pienezza».

Per  Francesco, che ha precisato che il cristiano non è mai una persona isolata, << Il compito di ogni battezzato è lo stesso affidato da Gesù ai suoi discepoli: “Andate fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, un invito a immergere ogni essere umano in questo oceano che è l’amore di Dio; un amore che con l’aiuto della Vergine Maria, risolleva dai peccati, guarisce le ferite dell’anima e ci dona la salvezza>>.

Il Papa ha anche ricordato la «Giornata del Sollievo» per i malati gravi, raccomandando vicinanza ai malati gravi, con una raccomandazione.  «Esorto tutti a riconoscere i bisogni, anche spirituali, delle persone malate e stare loro vicino con tenerezza. La Vergine Maria, che da oggi riprendiamo a invocare con la preghiera dell’Angelus, ci aiuti a compiere con gioia la missione di testimoniare al mondo, assetato di amore, che il senso della vita è proprio l’amore infinito e concreto del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

( servizio di: Stefano Girotti)

 

 

 

 

Il testo integrale

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, domenica dopo Pentecoste, celebriamo la festa della Santissima Trinità. Una festa per contemplare e lodare il mistero del Dio di Gesù Cristo, che è Uno nella comunione di tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Per celebrare con stupore sempre nuovo Dio-Amore, che ci offre gratuitamente la sua vita e ci chiede di diffonderla nel mondo.

Le Letture bibliche di oggi ci fanno capire come Dio non voglia tanto rivelarci che Lui esiste, quanto piuttosto che è il “Dio con noi”, vicino a noi, che ci ama, che cammina con noi, è interessato alla nostra storia personale e si prende cura di ognuno, a partire dai più piccoli e bisognosi. Egli «è Dio lassù nei cieli» ma anche «quaggiù sulla terra» (cfr Dt 4,39). Pertanto, noi non crediamo in una entità lontana, no! In un’entità indifferente, no! Ma, al contrario, nell’Amore che ha creato l’universo e ha generato un popolo, si è fatto carne, è morto e risorto per noi, e come Spirito Santo tutto trasforma e porta a pienezza.

San Paolo (cfr Rm 8,14-17), che in prima persona ha sperimentato questa trasformazione operata da Dio-Amore, ci comunica il suo desiderio di essere chiamato Padre, anzi “Papà” - Dio è “Papà nostro” -, con la totale confidenza di un bimbo che si abbandona nelle braccia di chi gli ha dato la vita. Lo Spirito Santo – ricorda ancora l’Apostolo – agendo in noi fa sì che Gesù Cristo non si riduca a un personaggio del passato, no, ma che lo sentiamo vicino, nostro contemporaneo, e sperimentiamo la gioia di essere figli amati da Dio. Infine, nel Vangelo, il Signore risorto promette di restare con noi per sempre. E proprio grazie a questa sua presenza e alla forza del suo Spirito possiamo realizzare con serenità la missione che Egli ci affida. Qual è la missione? Annunciare e testimoniare a tutti il suo Vangelo e così dilatare la comunione con Lui e la gioia che ne deriva. Dio, camminando con noi, ci riempie di gioia e la gioia è un po’ il primo linguaggio del cristiano.

Dunque, la festa della Santissima Trinità ci fa contemplare il mistero di Dio che incessantemente crea, redime e santifica, sempre con amore e per amore, e ad ogni creatura che lo accoglie dona di riflettere un raggio della sua bellezza, bontà e verità. Egli da sempre ha scelto di camminare con l’umanità e forma un popolo che sia benedizione per tutte le nazioni e per ogni persona, nessuna esclusa. Il cristiano non è una persona isolata, appartiene ad un popolo: questo popolo che forma Dio. Non si può essere cristiano senza tale appartenenza e comunione. Noi siamo popolo: il popolo di Dio. La Vergine Maria ci aiuti a compiere con gioia la missione di testimoniare al mondo, assetato di amore, che il senso della vita è proprio l’amore infinito, l’amore concreto del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

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