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Papa: no a preti sposati ma favorevole a "viri probati"

Francesco chiede misericordia per le donne che hanno abortito e invita i Paesi più industrializzati ad aiutare quelli più poveri per risolvere il problema dell'immigrazione

28-01-2019 17:29

 Papa: no a preti sposati ma favorevole a "viri probati"

Città del Vaticano, 28 gen. – Sul volo di rientro da Panama il Santo Padre risponde ai giornalisti su vari temi, dalla crisi in Venezuela al problema dei migranti, dall’aborto alla possibilità di matrimonio dei sacerdoti. Sottolinea che la Chiesa deve essere misericordiosa anche nei confronti di quelle donne che commesso un grave peccato come quello dell’aborto ed insiste sul bisogno dell’educazione sessuale nelle scuole.  Papa Francesco è tornato ad escludere l'abolizione del celibato sacerdotale obbligatorio, ma ha insistito sulla possibilità di ordinare uomini anziani sposati di provata fede, i cosiddetti "viri probati", con il solo "munus sanctificandi", ossia il compito di celebrare messa, confessare e dare l'unzione degli infermi.

E' possibile che lei permetta a degli uomini sposati di diventare preti nella Chiesa cattolica di rito latino, come avviene nelle Chiese orientali?, hanno domandato al Papa i giornalisti sul volo di ritorno da Panama a Roma.
<<Nella Chiesa cattolica di rito orientale possono farlo, si fa l'opzione celibataria o di sposo prima del diaconato- ha risposto Jorge Mario Bergoglio- Per quanto riguarda il rito latino, mi viene alla mente una frase di san Paolo VI: 'Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato'. Questo mi è venuto in mente e voglio dirlo perché è una frase coraggiosa, lo disse nel 1968-1970, in un momento più difficile di quello attuale. Personalmente penso che il celibato sia un dono per la Chiesa e non sono d'accordo a permettere il celibato opzionale. No. Soltanto rimarrebbe qualche possibilità nei posti lontanissimi, penso alle isole del Pacifico, ma è qualcosa da pensare quando c'è necessità pastorale. Il pastore deve pensare ai fedeli>>.

Sul tema dei migranti sottolinea che “ E’ un problema complesso del quale bisogna parlare senza pregiudizi”. Molti paesi si sono sviluppati grazie all’immigrazione, come l’Argentina, ricorda il Pontefice che giustifica la “prudenza” dei governi ma ribadisce anche la necessità di “memoria” storica.

<< È un problema di carità, di amore, di solidarietà. Ribadisco che le nazioni più generose nel ricevere sono state l'Italia e la Grecia e anche un po' la Turchia. La Grecia è stata generosissima e anche l'Italia, tanto. È vero che si deve pensare con realismo. Poi c'è un'altra cosa- sottolinea il Papa- il modo di risolvere il problema delle migrazioni è aiutare i Paesi da dove vengono i migranti. Vengono per fame o per guerra. Investire dove c'è la fame, l'Europa è capace di farlo, e questo è un modo per aiutare a crescere quei Paesi>>.

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