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PAPA: IL NOSTRO VERO NEMICO E' IL PECCATO

Davanti ai fedeli nel giorno della festa dei santi Pietro e Paolo manda gli auguri e un applauso ai romani

29-06-2017 22:16

PAPA: IL NOSTRO VERO NEMICO E' IL PECCATO

      Città del Vaticano, 29 giu. - "Il nostro vero nemico è il peccato, e il maligno che ci spinge ad esso". Lo ammonisce papa Francesco prima della recita dell'Angelus in piazza San Pietro. Nella festa dei santi patroni di Roma, Pietro e Paolo, il Pontefice ricorda che "i Padri della Chiesa amavano paragonare i santi Apostoli Pietro e Paolo a due colonne, sulle quali poggia la costruzione visibile della Chiesa. Entrambi hanno suggellato con il proprio sangue la testimonianza resa a Cristo con la predicazione e il servizio alla nascente comunità cristiana. Questa testimonianza è messa in luce dalle Letture bibliche della liturgia odierna, Letture che indicano il motivo per cui la loro fede, confessata e annunciata, è stata poi coronata con la prova suprema del martirio".
"Il Libro degli Atti degli Apostoli - ricorda Francesco – racconta l'evento della prigionia e della conseguente liberazione di Pietro. Egli sperimentò l'avversione al Vangelo già a Gerusalemme, dove era stato rinchiuso in prigione dal re Erode 'col proposito di farlo comparire davanti al popolo'. Ma fu salvato in modo miracoloso e così poté portare a termine la sua missione evangelizzatrice, prima nella Terra Santa e poi a Roma, mettendo ogni sua energia al servizio della comunità cristiana. Anche Paolo ha sperimentato ostilità dalle quali è stato liberato dal Signore. Inviato dal Risorto in molte città presso le popolazioni pagane, egli incontrò forti resistenze sia da parte dei suoi correligionari che da parte delle autorità civili. Scrivendo al discepolo Timoteo, riflette sulla propria vita e sul proprio percorso missionario, come anche sulle persecuzioni subite a causa del Vangelo".
Nel concludere il Pontefice ha mandato gli auguri ai romani che oggi festeggiano i Santi Patroni che rappresentano “ due colonne” ricordando che anche loro subirono “ ostilità e prigionia” per aver annunciato il Vangelo in “ambienti difficili  e in certi casi ostili”. 
 

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