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IL PAPA CONTRO LA MAFIA

Papa Francesco si pronuncia contro l'utilizzo del denaro insanguinato che proviene dalla malavita

23-01-2017 18:04

IL PAPA CONTRO LA MAFIA

Città del Vaticano, 23 gennaio.
"Il denaro degli affari sporchi e dei delitti
mafiosi è denaro insanguinato e produce un potere iniquo. Tutti sappiamo che
il diavolo 'entra dalle tasche': è lì, la prima corruzione": così Papa
Francesco, nel discorso pronunciato in occasione dell'udienza in Vaticano ai
membri della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.  
Bergoglio non poteva restare indifferente nei confronti del grande pericolo della facile tentazione di assecondare la malavita che cerca di reciclare ingenti somme di denaro provenienti da crimini efferati che ogni giorno hanno luogo nelle varie parti del mondo e ribadisce con forza e fermezza che "Il fenomeno mafioso, quale espressione di una cultura di morte, è da
osteggiare e da combattere. Esso si oppone radicalmente alla fede e al
Vangelo, che sono sempre per la vita".
Non sono mancate parole di elogio e d'incoraggiamento nei confronti di coloro dedicano il proprio impegno, anche a rischio della vita, nella lotta contro il male.  
"Desidero esprimervi il mio apprezzamento e il mio incoraggiamento per la vostra
attività, difficile e rischiosa, ma quanto mai indispensabile per il riscatto
e la liberazione dal potere delle associazioni criminali, che si rendono
responsabili di violenze e sopraffazioni macchiate da sangue umano- ha detto
il Pontefice rivolgendosi alla platea, aggiungendo- Vi esorto a dedicare ogni
sforzo specialmente nel contrasto della tratta di persone e del contrabbando
dei migranti: questi sono reati gravissimi che colpiscono i più deboli fra i
deboli. Al riguardo, è necessario incrementare le attività di tutela delle
vittime, prevedendo assistenza legale e sociale di questi nostri fratelli e
sorelle in cerca di pace e di futuro. Quanti fuggono dai propri Paesi a causa
della guerra, delle violenze, delle persecuzioni hanno diritto di trovare
adeguata accoglienza e idonea protezione nei Paesi che si definiscono civili".
( Servizio di: Stefano Girotti )
 

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